Il plebiscito di Roma
I bombardamenti su Viterbo
L’annessione al Regno d’Italia
La Tuscia fece parte dello Stato Pontificio fino al 1870, anno in cui fu annessa al Regno d’Italia con il plebiscito di Roma che si svolse il 2 ottobre, a seguito della presa di Roma (anche nota come breccia di Porta Pia) del 20 settembre da parte dell’esercito italiano, sancendo l’ingresso anche del territorio di Roma e del Lazio nel Regno d’Italia.
Spopolamento e brigantaggio
Il territorio che entrava a far parte dell’Italia era profondamente segnato dallo spopolamento e dalla migrazione dei suoi abitanti verso Roma, dal crescente ampliamento di zone non coltivate e da un sempre più ampio fenomeno del brigantaggio.
Il ventennio fascista
Con la politica agraria fascista l’agricoltura della Tuscia ebbe un notevole impulso che portò al ripopolamento del territorio e delle sue cittadine.
La seconda guerra mondiale
Nel corso della guerra Viterbo ed il territorio della Tuscia furono le zone del centro-sud dell’Italia che subirono il maggior numero di bombardamenti alleati.
Le prime incursioni aeree iniziarono nell’estate del 1943, alle quali seguirono quelle di gennaio e febbraio del 1944 e di maggio e giugno sempre del 1944.
Il 9 giugno 1944 quando i primi americani entrarono a Viterbo a seguito del ritiro delle truppe tedesche, la città, la cui struttura storico-urbanistica era fino ad allora magnificamente conservata, aveva subito gravissimi danni così come la sua popolazione.
Solamente nella città di Viterbo furono completamente distrutte circa 600 case e danneggiati altri 1800 edifici tra cui anche chiese e ospedali.
Gli ultimi bombardamenti del 5 e 6 giugno del 1944 colpirono anche i paesi di Montefiascone, Orte e Soriano nel Cimino
Esplora la Tuscia
Un territorio dove le radici storiche e artistiche si intrecciano perfettamente con una natura splendida
