I Longobardi
Domuscultae e Castra
La Regio VII Etruria
Durante il periodo di decadenza dell’Impero romano d’Occidento, i confini della Regio VII Etruria, una delle undici istituite dalla riforma augustea degli inizi del I secolo d.C., non furono sottoposti a mutamenti.
La Regio V Tuscia et Umbria
Con la riforma dioclezianea, avvenuta tra il 293 e il 298 d.C., le regiones divennero dodici ed il territorio dell’Etruria fu incluso nella Regio V Tuscia et Umbria.
L’VIII Regione
Infine nel IV secolo, in seguito alle prime invasioni barbariche, le partizioni regionali furono portate a diciassette e Tuscia et Umbria formarono l’VIII regione.
Le invasioni barbariche
La caduta dell’Impero romano d’Occidente portò alla fine dell’organizzazione amministrativa, politica-militare e commerciale del territorio che, a partire dal 410 d.C. fu sottoposto alle invasioni delle popolazioni barbariche, tra le quali quella dei Longobardi, popolazione che ebbe il controllo della Tuscia per un lungo periodo.
I Longobardi
L’invasione longobarda in Tuscia, iniziata intorno al 572 d.C. portò ad un profondo mutamento istituzionale. La regione Tuscia et Umbria fu così divisa in due zone, entrambe sotto il dominio dei Longobardi: la zona nord-occidentale, corrispondente grosso modo all’attuale Toscana, divenne la Tuscia Longobarda (che in seguito entrerà a far parte del Ducato di Tuscia); la zona orientale, che includeva i territori del Lazio e dell’Umbria, fu annessa al Ducato di Spoleto.
Il corridoio bizantino
Tra i due territori fu creato come separatore il cosiddetto ‘corridoio bizantino’, territorio che garantiva all’Impero Bizantino il passaggio tra Roma e Ravenna, all’epoca capitale della circoscrizione amministrativa dell’Impero Bizantino nota come Esarcato d’Italia.
I nuovi confini
La Tuscia Longobarda confinava così a nord di Roma con la Tuscia Romana, all’epoca porzione territoriale del Ducato Romano che, come ripartizione dell’Esarcato d’Italia, comprendeva gran parte dell’odierno Lazio ed una piccola porzione dell’Umbria meridionale.
Domuscultae e Castra
Le invasioni barbariche, il non sicuro dominio bizantino e la presenza dei Longobardi spinsero così gli abitanti della Tuscia a abbandonare gradualmente gli insediamenti collocati sulle antiche vie, facilmente attaccabili. Si svilupparono allora da una parte le domuscultae, villaggi situati sotto la tutela del Vescovo di Roma, la cui creazione dette origine ad un grande patrimonio ecclesiastico; dall’altra i castra, fortificazioni bizantine chiuse che sorgevano vicino al castello baronale in località poste ad una certa altitudine al fine di garantire maggiore difesa e sicurezza, che costituirono i centri della feudalità laica.
La donazione di Sutri
Nel 728 in seguito alla cessione del Castrum di Sutri effettuata dal sovrano longobardo Liutprando al papa Gregorio II (anche detta donazione di Sutri), si vennero a costituire le premesse per la formazione dello Stato Pontificio e per l’inizio del potere temporale della Chiesa di Roma nella Tuscia.
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