L'Arcadia di Roma

Chiese, palazzi e giardini

Un nuovo splendore

Nel Quattrocento e nel Cinquecento, la Tuscia attraversò un momento di grande splendore nel corso del quale il suo patrimonio si arricchì di imponenti chiese, maestosi castelli e palazzi, eleganti ville con giardini all’italiana.

Un luogo di vacanza e riposo

Durante tutto il Rinascimento la Tuscia fu eretta a luogo di vacanza e riposo per eccellenza di Roma, grazie alla sua bellezza ed alla sua vicinanza.
Fu così che nacquero le dimore della nobiltà papalina, i castelli delle dinastie cardinalizie, le ville e i giardini all’italiana delle nobili famiglie (tra cui gli Orsini, i Chigi, i Colonna, i Ruspoli, i Farnese) che fecero del territorio una delle culle del Rinascimento in Italia.

Il San Gallo ed il Vignola

Tra gli architetti che operarono di più nel territorio troviamo il San Gallo, che realizzò principalmente imponenti edifici fortificati e il Vignola, attivo nell’ideazione di eleganti ville e palazzi.

Opere rinascimentali e gusto barocco

Oltre a Palazzo Farnese a Caprarola, Villa Lante a Bagnaia e il Bosco Sacro di Bomarzo, in questo periodo furono realizzati moltissimi capolavori tra cui: La Basilica della Madonna della Quercia a Viterbo, Palazzo del Drago a Bolsena, Villa Lina a Ronciglione, Palazzo Odescalchi a Bassano Romano, Castello Ruspoli a Vignanello, Palazzo Vitelleschi a Tarquinia, Castello Orsini a Soriano nel Cimino, Castello Orsini-Odescalchi a Bracciano.

Il Palazzo Farnese di Caprarola

La prima progettazione del Palazzo Farnese fu affidata dal cardinale Alessandro Farnese all’architetto Antonio da Sangallo, sotto la cui direzione iniziarono nel 1530 i lavori per la realizzazione di una fortezza pentagonale, interrotti nel 1534 per l’investitura di Alessandro Farnese a papa Paolo III.
Successivamente suo nipote, il cardinale Alessandro Farnese, si trasferì a Caprarola per mettersi al riparo dalle lotte tra la sua famiglia ed altri nobili a loro ostili e prese la decisione di realizzare infine il Palazzo Farnese, per la cui ideazione chiamò uno degli esponenti più celebri dell’architettura manierista, Jacopo Barozzi da Vignola (detto comunemente Il Vignola), sotto la cui direzione iniziarono nel 1559 i lavori che videro anche la ricostruzione dell’abitato.
Palazzo Farnese fu edificato su pianta pentagonale ed è noto per la sua articolata struttura architettonica, gli affreschi, i giochi visivi e le prospettive, il cortile circolare, la scala regia, le splendide sale ed il suo grande parco con i giardini all’italiana.

Villa Lante a Bagnaia

Villa Lante rappresenta una delle più importanti realizzazioni del Cinquecento italiano. Fu commissionata dal cardinale Gianfrancesco Gambara al Vignola, anche se non si sa con precisione quanto sia in effetti a lui ascrivibile, che la progettò sempre secondo lo stile manieristico tipico del Cinquecento.
La villa è famosa per il suo parco, all’interno del quale si trovano giochi d’acqua, la Fontana dei Mori del Giambologna ed i labirinti di siepi a figure geometriche.
I due casini, Gambara e Montalto, di epoche differenti sono riccamente decorati con affreschi.

Il Bosco Sacro di Bomarzo

Il Parco dei Mostri, denominato anche Bosco Sacro o Villa delle Meraviglie, fu ideato intorno alla metà del XVI secolo dall’architetto Pirro Ligorio su commissione del principe Pier Francesco Orsini, che lo chiamò Bosco Sacro e lo dedicò a sua moglie Giulia Farnese.
Il Parco si contraddistingue come uno tra i più particolari in Italia grazie alla presenza delle sue sculture mostruose e mitologiche ideate secondo il tipico gusto manierista rinascimentale e barocco e scolpite sulle rocce di origine vulcanica che contraddistinguono il territorio della Tuscia.

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Un territorio dove le radici storiche e artistiche si intrecciano perfettamente con una natura splendida

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