Viterbo Città dei Papi

Un nuovo patrimonio

La donazione di Sutri

Nel 728 in seguito alla cessione del Castrum di Sutri effettuata dal sovrano longobardo Liutprando al papa Gregorio II (anche detta donazione di Sutri), si vennero a costituire le premesse per la formazione dello Stato Pontificio e per l’inizio del potere temporale della Chiesa nella Tuscia.

La Promissio Carisiaca

A partire dal 752, data nella quale cessò il dominio bizantino in Italia, il re dei Longobardi Astolfo iniziò a rappresentare un pericolo per Roma, a tal punto che Papa  Stefano II si recò in Gallia da Pipino il Breve a chiedere aiuto. Fu così che nel 754 a Quierzy Pipino il Breve promise al Papa che, una volta sconfitti i Longobardi, avrebbe donato i loro territori alla Santa Sede (Promissio Carisiaca).

Le donazioni carolinge

Quando Pipino fu incoronato re di Francia, invio i suoi eserciti in Italia che sconfissero i Longobardi nel 755 e nel 756 sancendo la fine della loro dominazione in Italia. Mantendendo fede alla Promissio Carisiaca Pipino donò alla Santa Sede Orte, Todi e Perugia. Le donazioni continuarono con suo figlio Carlo Magno che donò allo Stato Pontificio i territori della Tuscia romana (con i centri di Ronciglione, Viterbo, Tuscania, Soana).

Viterbo città dei papi

Nel 1257, in seguito alla decisione di Alessandro IV di muovere da Roma la curia papale a causa dell’ostilità del popolo e della borghesia romana, Viterbo divenne la sede papale per 24 anni. Nel 1281 papa Martino IV, subito dopo la sua elezione, decise di riportare la sede papale a Roma.

Il Palazzo dei papi

In occasione del trasferimento della sede della curia pontificia a Viterbo venne edificato il Palazzo dei papi, costruzione che nacque come ampliamento della sede della curia vescovile che, per adeguarsi alla solennità richiesta da una sede papale, fu riadattata e impreziosita.

Un nuovo patrimonio

Il lungo processo di costituzione dello Stato Pontificio, che può dirsi terminato nei suoi tratti fondamentali solo nel XV secolo, portò alla costruzione nella Tuscia Viterbese di:

– castelli e palazzi, frequentemente eretti su preesistenti fortezze medievali appartenute a nobili feudatari della zona e a principi della Chiesa tra i quali troviamo quelli degli Orsini (Soriano nel Cimino, Vasanello, etc.), Marescotti-Ruspoli (Vignanello), Monaldeschi (Bolsena, etc.), Farnese (Caprarola, Gradoli, Valentano, etc.), Borgia (Civitacastellana, Nepi), Odescalchi (Bassano Romano), Albornoz (Viterbo), Santacroce-Altieri (Oriolo Romano);

– chiese, tra cui quelle romaniche di Santa Maria in Castello a Tarquinia, di San Pietro e Santa Maria Maggiore a Tuscania, il Duomo di Civita Castellana con lo splendido portico cosmatesco, l’abbazia cistercense di San Martino al Cimino, il Santuario rinascimentale della Madonna della Quercia;

– centri storici, tra cui Viterbo, Vitorchiano, Calcata, Bassano in Teverina, Orte;

– ville e giardini, tra cui Villa Lante a Bagnaia, Palazzo Farnese a Caprarola, il Parco dei Mostri a Bomarzo.

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