I resti di Falerii Novi si trovano tra Fabrica di Roma e Civita Castellana, posizionati tra l’antica Via Amerina e il corso d’acqua Rio Purgatorio.
La nuova città venne costruita per sostituire Falerii Veteres (che sorgeva dove oggi si trova Civita Castellana), la capitale falisca edificata su una rocca.
I Falisci nel tentativo di contrastare l’espansione di Roma, fecero 3 guerre contro di questa avendo sempre la peggio.
Dopo il terzo conflitto i Romani la rasero al suolo edificando, nel 241 a.C., Falerii Novi al centro di una pianura, posizione meno difendibile e più facilmente controllabile.
Da questo momento in poi la civiltà falisca fu integrata a quella romana con Falerii Novi che nel 90 a.C. diviene municipium.
Dopo la caduta di Roma, a causa delle invasioni barbariche e delle carestie, la popolazione lascia gradualmente Falerii Novi per installarsi nuovamente a Falerii Veteres, che godeva di una posizione migliore dal punto di vista difensivo e poteva contare sulle mura del III secolo a.C. ancora in buono stato di conservazione.
L’abbandono definito di Falerii Novi avviene nel X secolo a causa delle razzie dei Normanni che distrussero quasi completamente la città.
L’area archeologica presenta una cinta muraria magnificamente conservata edificata con enormi blocchi di tufo rosso, con un’altezza di circa 17 metri e un’estensione di 2108 metri.
Lungo tutto il perimetro delle mura si trovavano circa 80 torri quadrate, della quale almeno la metà sono arrivate sino a noi.
Sette porte, ciascuna con due possenti torri laterali, garantivano l’accesso alla città.
Quattro erano quelle più importanti, posizionate in concomitanza degli assi di comunicazione principali, la Via Amerina e la Via Cimina.
In ottimo stato si è mantenuta la Porta di Giove che costituisce il primo esempio di architettura etrusca nel territorio falisco e che conserva ancora una testa del Dio Giove nella chiave di volta dell’arco.
Ben tenuta anche la Porta di Bove, così chiamata per la forma di testa di bue del concio superiore.
Gli ultimi scavi effettuati hanno portato alla scoperta diverse abitazioni, un teatro e alcuni tratti di strade.
Oltre alle mura nel sito è presente la chiesa di Santa Maria di Falerii, realizzata nella prima metà del XII secolo in stile romanico e dotata di un’abbazia.
La chiesa, che cadde in disuso nel 1798 a causa dei danneggiamenti subiti come conseguenza degli scontri tra l’esercito francese e quello borbonico, è stata da poco oggetto di restauro.
Presenta una facciata dotata di un imponente rosone nella parte superiore e un portale in stile cosmatesco.
L’interno, elegante e raffinato, è suddiviso in tre navate con colonne, realizzate utilizzando pezzi provenienti dai monumenti dei dintorni, dotate di capitelli corinzi di particolare pregio.
La chiesa è famosa per “La colomba di luce” evento che ha luogo all’alba della giornata più lunga dell’anno, il solstizio d’estate, quando a causa dell’inclinazione i raggi del sole attraversano una monofora dell’abside centrale proiettando una colomba sulle pareti.
Ingresso gratuito