La principale necropoli di Tarquinia si trova a Monterozzi, una collina lunga circa 6 km interamente ricoperta da seimila sepolture che ci fanno comprendere appieno l’importanza che rivestiva il culto della morte nei costumi della civiltà etrusca.
Quasi tutte le tombe sono camere scavate nella roccia e sormontate da tumuli, dai quali deriva il nome Monterozzi attribuito al complesso.
La presenza di ben duecento tombe dipinte ha portato alla definizione della necropoli da parte di Massimo Pallottino come “il primo capitolo della storia della pittura italiana”.
Anche in altri insediamenti etruschi della Tuscia troviamo decorazioni pittoriche sui sepolcri dell’aristocrazia, ma nessuna con la stessa ampiezza e lo stesso numero di Tarquinia, dove dal VII al II secolo a.C. sono state realizzate con continuità.
Le camere funerarie, realizzate sul modello delle abitazioni, sono caratterizzate da pareti decorate a fresco con raffigurazione di scene di carattere magico-religioso con banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulòs, giocolieri, paesaggi, scandite da un movimento energico e di piacevole armonia dipinto con tinte cariche e intense.
I motivi ed i colori utilizzati avevano la duplice intenzione di lasciare al defunto degli aspetti della vita terrena per consentirgli, in qualche modo, di continuare a viverla e, allo stesso tempo, provare a dare sollievo ai suoi cari per la sua partenza.
Con il declino della civiltà etrusca, a partire dal III secolo a.C., anche i motivi allegri e vivaci lasciarono il passo a figure demoniache e mostruose.
Gli ipogei con le pitture più famose sono le tombe delle Leonesse, dei Leopardi, della Caccia e Pesca, del Cacciatore, dei Cardarelli, del Fior di Loto, del Gorgoneion, dei Giocolieri, dei Leopardi, dei Festoni, dei Fiorellini, dei Baccanti, dei Bartoccini, dell’Orco e degli Scudi.
La necropoli Scataglini grazie ai suoi scavi integrali ci permette di comprendere quale dovesse essere l’aspetto originale della ”città dei morti”.
Alcune tombe possono essere visitate solo dietro prenotazione anticipata.
Alcune sezioni di dipinti, staccati dalle tombe per tutelarli, sono custoditi nel Museo nazionale Etrusco di Tarquinia insieme a numerosi reperti della civiltà etrusca.
La necropoli è stato inserita nel 2004 dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Ingresso a pagamento