La Riserva Naturale Monte Rufeno si estende per circa tremila ettari in uno splendido scenario naturale che vede la presenza di una fauna e di una flora molto ricca e variegata.
Il suo territorio presente la tipica morfologia del paesaggio collinare della Tuscia, con piccoli rilievi che declinano verso la valle del fiume Paglia, corso d’acqua che nasce dal Monte Amiata per riversarsi nel Tevere, che marca la divisione della Riserva in due zone, una intorno al Monte Rufeno, la più vasta, una nei pressi di Torre Alfina, la più piccola.
Per quanto riguarda la vegetazione nel territorio predominano i querceti misti a prevalenza di cerro o misti ad altre specie aroboree. Nella parte nord, più fresca troviamo la rovere con carpini e agrifogli rari. Nelle zone più calde e più basse la presenza di cerrete di roverella e leccio è più numerosa. I querceti più rovinati sono stati sostituiti dalla macchia mediterranea e i rimboschimenti di conifere hanno occupato un quinto della Riserva. Presenti, anche se in piccola parte, pascoli e oliveti incolti.
La fauna è caratterizzata da una grande varietà che vede la presenza di 122 specie tra cui 11 anfibi, 11 rettili, 67 uccelli e 33 mammiferi.
La flora è ricchissima con 1012 specie, tra le quali le rare erba scopina e crespolina etrusca, il giglio rosso, il giglio martagone, il giaggiolo susinaro, il melo ibrido, i narcisi, il frassinello e ben 39 specie di orchidee spontanee.
Ad oggi nei suoi tremila ettari la presenza dell’uomo è quasi del tutto assente, ma fino agli anni sessanta nella Riserva si trovavano numerosi casali abitati con i contadini che, sotto forma di mezzadria, coltivavano la terra ed allevavano il bestiame.
Con la graduale fine della mezzadria ed il contestuale acquisto di terreni da parte dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali (A.S.F.D) ed alle sue azioni di rimboschimento con conifere la zona è tornata al suo stato selvaggio. Nel 1977 il suo territorio è passato alla alla Regione Lazio, alla quale, nel 1983, si deve l’istituzione della Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno.
Numerosi sono i sentieri che consentono di visitarla e scoprirne gli angoli.
Il Sentiero Natura del Fiore permette di ammirare le tante fioriture della Riserva tra le quali quella delle orchidee, di percorrere i rimboschimenti di conifere e di raggiungere il torrente Subissone, che segna il margine sud della Riserva e collega Torre Alfina all’antico tratto della via Salara con un pregevole ponte romano, affianco al quale troviamo anche un vecchio modello di mulino ad acqua da poco ristrutturato.
Altro sentiero molto interessante è quello della Scialimata, nei pressi di Torre Alfina, che ci consente di vedere il vecchio podere, un vecchio uliveto, muretti a secco ed una pozzanghera con tritoni e rane.
Il sentiero Acquachiara costeggia l’omonimo corso d’acqua permettendo di osservare numerose specie di animali e piante, antiche carbonaie e vigneti abbandonati.
Percorrendo il sentiero Monte Rufeno è possibile avvistare alcune fioriture, fra cui le orchidee, carbonaie, boschi e raggiungere casale Monte Rufeno dove a 734 m s.l.m. si trova l’Osservatorio astronomico della Riserva.
Il percorso della Fonte, così chiamato per la sorgente d’acqua presente, passa lungo vari casali abbandonati il cui terreno è divenuto ormai boschivo.
Nella Riserva sono presenti altri sentieri.
Ingresso gratuito