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    Villa Lante

    Descrizione

    Situata a Bagnaia, a pochi chilometri da Viterbo, rappresenta una dei grandi capolavori architettonici italiani del Cinquecento realizzato dai grandi Maestri dell’epoca.
    I suoi lavori iniziarono nel 1511 grazie al cardinale Gambara che ne commissiona il progetto al famoso architetto Jacopo Barozzi da Vignola.
    E’stato votato come parco più bello d’Italia nel 2011.
    Il tratto caratteristico della villa è costituito dai giardini manieristici all’italiana, le cui decorazioni con piante di bosso visti dalle terrazze sovrastanti costituiscono uno scenario di rara bellezza.
    Nei suoi ventidue ettari troviamo anche due palazzine di caccia, fontane con meravigliosi giochi d’acqua e un incantevole parco.
    La sua storia in realtà risale al 1498, quando il Cardinale Raffaele Galeotti Sansoni Riario, proprietario del borgo di Bagnaia, decide di far edificare un “barco”, vale a dire un parco per praticare la caccia.
    L’opera viene quindi continuata dal nipote del Cardinale, Ottaviano Visconti, che si occupa di far realizzare prima il parco e, qualche anno dopo, avvia i lavori del primo Casino di Caccia.
    Alla morte di Ottaviano Visconti la direzione passa nelle mani del Cardinale Niccolò Ridolfi che fa costruire, in stile quattrocentesco, una piccola palazzina di servizio alla attività di caccia (l’edificio più antico di Villa Lante) che presenta una semplice facciata ornata solo dallo stemma con il fiore e il biscione, simbolo di Ottaviano Riario Visconti.
    Il Cardinale Niccolò Ridolfi fa inoltre realizzare un acquedotto per permettere alle acque della vicina sorgente Votamare di arrivare al parco.
    Ma è nel 1568 con il Cardinale Giovanni Francesco Gambara da Brescia che i lavori entrano nel vivo, grazie all’intervento del Vignola che, anche se non ci sono fonti certe in tal senso, con tutta probabilità progetta il giardino e le due palazzine gemelle.
    I lavori del famoso architetto partono quindi dal Casino già in parte costruito, che sotto la sua direzione viene ultimato e chiamato Palazzina Gambara.
    Alla morte del famoso architetto, la direzione del progetto viene affidata probabilmente all’architetto Tommaso Ghinucci, che oltre a proseguire i lavori e terminare la Palazzina Gambara redige anche il piano regolatore per modificare la pianta urbana di Bagnaia.
    Il progetto viene quindi interrotto dal Cardinale Carlo Borromeo, a cui non piace quanto fatto dal Cardinale Gambara.
    Nel 1587 il progetto prosegue grazie al Cardinale Alessandro Damasceni Peretti sotto il quale viene terminata la seconda palazzina gemella, chiamata Palazzina Montalto.
    Nel 1656 infine il possedimento viene concessa a Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, duca di Bomarzo, che gli attribuisce il nome di Villa Lante; la famiglia ne resta proprietaria fino al 1971, anno a partire dal quale entra a far parte del patrimonio dello Stato Italiano.
    Grazie alla maestria del Vignola e all’esperto di idraulica Tommaso Ghinucci Villa Lante è un luogo magico nel quale le opere architettoniche realizzate si integrano perfettamente con l’ambiente naturale contraddistinto da querce, platani e giardini di camelie.
    Le due palazzine gemelle sono state pensate come le quinte di un grande palcoscenico, con la loro posizione a dominare il vasto giardino a pendio, nel quale sono stati costruiti cinque eleganti terrazze rivolte verso il borgo e collegate tra loro da scale, che ci portano allo spiazzale dal quale si ha un colpo d’occhio magnifico su giochi d’acqua.
    In ogni terrazza sono presenti piccole cascate e fontane che consentono all’acqua di scorrere per gettarsi infine nel cosiddetto “Quadrato”.
    La parte più scenografica della villa è costituita dalla Fontana dei Mori, del celebre Giambologna, rappresentante quattro mori che sorreggono la montagna araldica sormontata da una stella (lo stemma dei Montalto).
    A destra della Fontana dei Mori si trova la Fontana del Pegaso, così chiamata per la statua di Pegaso posta al centro dell’ampia vasca, impreziosita da quattro angioletti posti agli angoli opposti al Pegaso.
    Proseguendo verso sud si arriva alla Fontana del Fiore.
    Sulle terrazze posizionate dietro i due Casini di caccia troviamo la Fontana dei Giganti, che rappresenta i Fiumi Tevere e Arno, la Tavola del Cardinale (enorme piano in pietra con l’acqua che scorre nel centro dove si tenevano i pic-nic del cardinal Gambara), la Fontana dei Giganti così chiamata per le due statue enormi inserite alla destra e alla sinistra della cascata.
    Subito sopra la Fontana dei Giganti è posizionata la Fontana della Catena, che riversa le sua acque nella prima, costituita da tante cascatelle disposte al centro di una scalinata.
    Ancora al di sopra abbiamo la Fontana dei Delfini affiancata dalla Fontana del Diluvio.
    Tutt’intorno troviamo un delizioso bosco con altre fontane: la Fontana dei Leoncini, la Fontana dell’Abbeveratoio, la Fontana del Conservone.
    Per quanto riguarda gli edifici la Palazzina Gambara è impreziosita dai pregevoli dipinti di scuola manierista della Scuola degli Zuccari e di Antonio Tempesti, rappresentanti scene di caccia, mitologiche e religiose.
    La Palazzina Montalto è decorata invece con dipinti raffiguranti importanti personalità dell’epoca.

    Ingresso a pagamento

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    Info Aggiuntive

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