Info Utili
Abitanti
3.623
Superficie
72,81 km²
Altitudine
484 m s.l.m.
Patrono
San Bonaventura
Storia
Civita di Bagnoregio viene fondata circa 2.500 anni fa dagli Etruschi su una delle più antiche strade d’Italia che univa il Tevere al lago di Bolsena.
Oggi l’intero rivestimento architettonico è ascrivibile al periodo medioevale e rinascimentale.
Le origini etrusche sono ancora distinguibili grazie alla struttura in cardi e decumani oltre che al ritrovamento delle necropoli nella zona del belvedere di San Francesco e nella grotta di San Bonaventura. Altra testimonianza risalente al periodo etrusco è rappresentata dal tunnel, cosiddetto Bucaione, che consente l’ingresso al paese dalle sottostante Valle dei Calanchi.
Il periodo etrusco risulta essere molto florido per Civita che gode di una posizione geografica particolarmente strategica per gli scambi commerciali, circostanza testimoniata dalle cinque porte di ingresso al borgo, delle quali oggi resta solo quella di Santa Maria o della Cava.
Secondo le documentazioni arrivate sino a noi Civita di Bagnoregio e Bagnoregio risultano essere due contrade di una stessa città denominata, fino al XI secolo, Balneum Regis. La leggenda narra che tale nome le viene attribuito durante la dominazione longobarda dal re Desiderio (756-774), che grazie alle acque termali della città riesce a guarire da una grave malattia.
A partire dal 774, data nelle quale Carlo Magno restituisce il territorio al Pontefice, termina il dominio longobardo ed inizia quello della Chiesa.
Nel XII secolo Bagnoregio si costituisce libero Comune, ma nel 1186 viene occupata da Enrico IV, figlio di Federico Barbarossa, durante le sue manovre contro la vicina città di Orvieto.
Le ostilità tra le due città sono un filo conduttore di tutto il periodo medievale, che porta al dominio dei Monaldeschi di Orvieto su Bagnoregio che viene trasformata in un avamposto guelfo contrapposto ai ghibellini di Viterbo. Il termine del dominio dei Monaldeschi si ha nel 1457 quando la popolazione di Bagnoregio, esasperata dal malgoverno della casata, riesce a distruggere il castello della Cervara ed a liberare la città; a ricordo della vittoria vengono posti sopra la Porta di Santa Maria due leoni in pietra basaltica che stringono delle teste umane tra le loro zampe.
A partire dall’ultimo decennio del XV secolo la Chiesa torna a controllare la città con il cosiddetto “governo dei cardinali” che esercitano il potere per mezzo dei loro luogotenenti ponendo molti vincoli alle libertà comunali, che cessano del tutto nel 1592 con la creazione da parte di Roma della Congregazione del Buon Governo che controlla tutte le attività dei comuni.
L’importanza di Bagnoregio termina a causa del terremoto del 1695, che provoca gravi danni alle strade e alla città costringendo all’allontanamento gran parte della popolazione; successivamente altri terremoti portano al suo totale abbandono.
La città che muore
Sin dalla sua nascita Bagnoregio ha dovuto fare i conti con la forza della natura: tra il 280 e il 265 a.C, infatti, gli Etruschi prima ed i Romani poi realizzano dei lavori di canalizzazione delle acque, per cercare di diminuire la loro incidenza sismica. Successivamente queste opere non vengono più effettuate, circostanza che porta ad un rapido degrado del territorio. In passato il centro abitato del borgo era molto più grande; le frane e i terremoti che si sono ripetuti nel corso del tempo ne hanno ridotto l’estensione, sgretolando palazzi, torri e le antiche porte d’ingresso al borgo. I banchi d’argilla che la sorreggono e le pareti perimetrali sono sempre soggetti ad erosione e si continuano a sgretolare con una velocità di circa sette centimetri all’anno, mentre la strada che conduce a Bagnoregio, dalla metà del 1800 a oggi, si è abbassata di 25 metri. A causa della situazione precaria del terreno sul quale sorge lo scrittore Bonaventura Tecchi l’ha denominata la “Città che muore”.
Luoghi di interesse
Chiesa di San Donato
Edificata nell’VII secolo su un precedente tempio romano è situata sulla piazza principale. Custodisce al suo interno le reliquie di S. Ildebrando, vescovo della città nel IX secolo, un prezioso Crocifisso ligneo quattrocentesco ad opera della scuola di Donatello, ritenuto miracoloso dagli abitanti della città, un affresco della scuola del Perugino.
Palazzo Alemanni
Il palazzo rinascimentale, che in passato era di proprietà della nobile famiglia degli Alemanni, si trova in Piazza San Donato. La sua costruzione si deve alla volontà del notaio Ser Francesco Alemanni che nel 1585 fece avviare i lavori. Il palazzo fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1695. La sua ristrutturazione è stata effettuata rispettando il progetto architettonico originale.
Porta di Santa Maria
Anche nominata della Cava è la sola delle cinque porte originarie della città che ha resistito al tempo. È conosciuta anche come Porta Cava perché, prima di essere riadattata in età medioevale con un arco gotico, fu tagliata nel tufo dagli etruschi. Sulle sue pareti sono graffite delle croci opera di pellegrini di ritorno dalla Terra Santa e di Templari. E’ caratterizzata da due leoni che tengono tra le zampe una testa umana, a ricordo della vittoria degli abitanti di Bagnoregio contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi che nel XV secolo deteneva il dominio della città.
Da visitare anche il Palazzo Vescovile, un antico Mulino del XVI secolo e la Casa natale di San Bonaventura.
Musei
Museo Geologico e delle Frane
Illustra l’evoluzione e la geologia del territorio di Bagnoregio e della Valle dei Calanchi, i processi di instabilità in atto sui versanti, le opere di monitoraggio e di stabilizzazione, le frane storiche, la storia e la lotta di Bagnoregio per la sua sopravvivenza. Si trova al secondo piano di Palazzo Alemanni.
Feste
Festa Patronale
Il 15 luglio si festeggia San Bonaventura, il patrono di Bagnoregio. Nella Cattedrale di San Nicola si celebra una messa in onore del santo, a cui segue un corteo, accompagnato dalla banda che porta in processione la statua di san Bonaventura per le vie del borgo. Nel corso della festa si svolgono vari spettacoli teatrali e sagre; la festa si chiude in serata con lo scoppio dei fuochi artificiali.
Il Palio della Tonna
Ogni anno per i Festeggiamenti della Madonna Liberatrice (la prima domenica di giugno) e del SS. Crocifisso (terza domenica di settembre), le contrade di Bagnoregio si sfidano nella caratteristica corsa di asini con fantino. Il regolamento vuole che i fantini debbano fare tre giri della Piazza San Donato in tondo prima di sfidarsi in una serie di gare che vedranno i due migliori asini affrontarsi nella finale.
Processione del venerdì santo
Ogni venerdì santo all’interno della Chiesa di San Donato viene deposto su una bara il SS. Crocifisso per poi essere trasportato nella secolare processione. La leggenda narra che durante la pestilenza del 1499 il Crocifisso si sia rivolto ad una fervida credente che pregava ogni giorno al suo cospetto domandando la fine della terribile epidemia dicendole che il Signore aveva accolto le sue suppliche e che il morbo sarebbe finito presto, cosa che avvenne dopo pochi giorni.
Tuscia in Jazz Festival
Gli ultimi dieci giorni di luglio grandi rappresentanti del jazz mondiale e centinaia di studenti provenienti da tutto il mondo si ritrovano a Bagnoregio per una serie di concerti, incontri, approfondimenti. Nel corso della rassegna si svolge anche la Notte in Jazz, la sole notte bianca dedicata al jazz in Italia.
Presepe vivente
Nel periodo natalizio i vicoli del borgo ospitano il presepe vivente.




