Info Utili
Abitanti
1.494
Superficie
52,38 km²
Altitudine
341 m s.l.m.
Patrono
Sant’Isidoro
Storia
A Farnese troviamo tracce di insediamenti umani già nell’età del bronzo, come testimoniano i reperti ritrovati.
Al tempo degli Etruschi il suo territorio si trova sotto l’influenza vulcente.
Quando Roma conquista Vulci, nel 280 a.C., anche Farnese entra a far parte dei domini romani.
A seguito della caduta di Roma i Longobardi prendono il controllo di Farnese, che nell’817 si ritrova quindi a far parte della “Tuscia Langobardorum” .
Le prime notizie certe della cittadina si hanno nel medioevo quando diviene dominio della famiglia dei Farneto, che succede nel possesso della cittadina al Conte Ranieri Di Bartolomeo e alla Contea Aldobrandesca, che ne avevano detenuto il possesso entrambi nel corso del XII secolo.
Durante tutto il XIII secolo la cittadina è sotto il dominio di Orvieto.
Sempre in questo periodo inizia l’influenza della famiglia dei Farnese nel territorio, sotto la cui dominazione viene realizzato il convento dei Cappuccini e la costruzione del Borgo.
Nel Seicento i Farnese perdono il controllo del paese a favore della famiglia Chigi, che nel 1798 lo cede alle truppe napoleoniche.
Farnese entra quindi a far parte della Repubblica Romana, poi torna sotto il dominio della Chiesa ed infine viene acquistata dalla famiglia Torlonia.
Nella metà dell’Ottocento si diffonde il fenomeno del brigantaggio.
Prima di entrare a far parte del Regno d’Italia nel suo territorio si svolgono dei combattimenti tra i garibaldini e i soldati pontifici.
Come molti altri comuni della Tuscia anche Farnese si trova su uno sperone tufaceo che poggia su una base arenaria consumata dalla continua erosione alla quale è stata sottoposta nel corso dei secoli; delle opere di consolidamento sono già state eseguite ed altre sono in corso di realizzazione.
Luoghi di interesse
Il monastero delle Clarisse e la chiesa di Santa Maria delle Grazie
Nel 1560 viene realizzata, su commissione di Giulia Acquaviva moglie di Pier Bertoldo Farnese, una chiesa con convento annesso intitolata a San Rocco. Dopo circa 50 anni Mario Farnese, il figlio di Pier Bertoldo, domanda ai frati che vi abitano di poter utilizzare entrambe le costruzioni per poter ospitare al loro interno la figlia suor Maria Francesca, monaca dell’ordine di Santa Chiara, impegnandosi a sua volta ad edificare un nuovo convento per i frati. Da questo momento in poi la chiesa viene dedicata a Santa Maria delle Grazie. Nella chiese, in seguito ai lavori di ristrutturazione degli anni 90, sono stati rinvenuti una serie di affreschi ascrivibili alla prima metà del XVI secolo, da attribuire con tutta probabilità al pittore Mastro Nicola, dei quali uno rappresenta il matrimonio di Galeazzo Farnese e Isabella degli Anguillara, celebrato tra il 1514 e il 1518. Nella chiesa troviamo anche una pala d’altare rappresentante la Crocifissione del pittore romano Agostino Masucci del 1750 e la raffigurazione del Ritorno di Mario Farnese dalla guerra di Ferrara, lavoro realizzato verso la fine del XVI secolo da Antonio Maria Panico.
Chiesetta di Sant’Anna
Situata appena fuori il centro abitato la piccola chiesa di Sant’Anna, nota anche con il nome di Santa Maria della Cavarella, viene costruita a partire dal 1577 a seguito di un’invasione delle cavallette il cui temine viene visto come un miracolo da celebrare con un ex-voto. La chiesa si contraddistingue per i suoi stucchi e affreschi, ad opera di Pompeo Pizzichelli e del pittore bolognese Antonio Maria Panico, raffiguranti personaggi derisori ed ironici quali diavoli, putti, divinità pagane, volti ghignanti, nani. Anche le opere raffiguranti alcuni episodi della vita di Maria presentano tratti che possono essere legati alla pratica dell’alchimia piuttosto che a quelli tipici che ritroviamo nelle altre chiese della cittadina. Da ricordare che tra il XVI e XVII secolo alla corte di Mario Farnese e della moglie Isabella Pallavicino viene fondata l’Accademia degli Illuminati, che testimonia il grande interesse per la scienza alchemica ed esoterica esistente all’epoca alla corte dei Farnese.
La chiesa di Santa Maria della Neve
Situata nel centro storico del paese, in piazza del Plebiscito, è la più antica della cittadina, risalendo forse al X secolo. Presenta una facciata molto semplice in tufo, una navata unica ed una copertura a doppio spiovente con tetto a capriate. Al suo interno troviamo una piccola cappella sul lato destro e un presbiterio. Da notare, sopra l’altare, un quadro del XVII secolo rappresentante la Madonna del Buon Consiglio. Sul lato destro della chiesa è presente una piccola torre campanaria.
Il convento di San Rocco
Dal momento che le Clarisse al seguito di suor Maria Francesca, figlia di Mario Farnese, si sono insediate nel convento di San Rocco al borgo, i frati, in attesa che Mario Farnese, come loro promesso, edificasse un nuovo convento per ospitarli, si trovano costretti a vivere provvisoriamente in alcune case del centro del borgo. Visto che Mario Farnese non mantiene la sua promessa, alla sua morte, nel 1610, i frati costruiscono da soli il loro nuovo convento, consacrato dal vescovo di Acquapendente nel 1733 e dedicato in seguito a San Rocco. La chiesa presenta una navata unica, con un coro e due cappelle laterali dedicate. Al suo interno troviamo un coro in legno di noce, degli inizi del XVIII secolo, e sopra l’altare maggiore una rappresentazione in legno del SS. Crocifisso realizzata nel 1684 da Fra Vincenzo da Bassiano. Nella cappella di San Francesco, alla sinistra della navata, è presente una pala d’altare della metà del XVIII secolo raffigurante le Sacre Stimmate. Nella cappella di San Antonio, alla destra della navata, è presente l’estasi di San Antonio realizzata da Giovanni Lanfranco nel XVII secolo. Una colonna di granito, proveniente dalle rovine della città di Castro, si erge davanti all’ingresso.
Convento dei Cappuccini
Costruito nel 1585 da Mario Farnese si trova all’ingresso del paese. Ha ospitato i frati cappuccini fino al 1926, data a partire dalla quale viene ceduto alle suore Mercedarie, che lo abitano ancora. Nella chiesa annessa al convento è presente la tomba fatta realizzare da Mario Farnese per sé e la moglie Camilla Lupi.
Santa Maria di Sala
La chiesa, la cui costruzione risale al XII secolo, presenta una pianta rettangolare con una sola navata e un’abside semicircolare. Si trova vicino ad una sorgente che sgorga dalla roccia, a cui si arriva da una porta posta sul lato destro della chiesa. Il tetto, ormai crollato, era stato realizzato a doppio spiovente, sorretto da capriate; troviamo anche un campanile a vela ed altri ambienti annessi alla chiesa. L’interno, oggi occupato dalla vegetazione, è dotato di un presbiterio; al di sopra dell’altare erano posti tre affreschi e nel catino absidale era raffigurato un cielo stellato.
Pozzi da butto
Nel centro storico troviamo numerosi pozzi da butto, valle a dire pozzi di forma cilindrica o a fiasco di notevoli dimensioni scavati nel tufo. All’origine sono pensati come silos per conservare il grano o cisterne per raccogliere l’acqua, poi diventano dei contenitori per rifiuti. I reperti in essi ritrovati sono oggi conservati nel Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller”.
La fontana monumentale
Tra il 1886 e il 1887 viene realizzato l’acquedotto che dalla sorgente la Botte conduce ancor adesso l’acqua alla cittadina e di conseguenza viene costruita la fontana monumentale di fianco al palazzo del Municipio. Dietro la fontana troviamo la cisterna recentemente ristrutturata dal Comune per diventare uno spazio espositivo.
Musei
Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller”
Situato in un antico deposito comunale di grano, oggi interamente ristrutturato, conserva al suo interno le testimonianze dello sviluppo storico del territorio di Farnese, con particolare attenzione ai siti archeologici della Selva del Lamone.
Feste
Festa Patronale
Il 10 maggio si celebra la tradizionale festa del protettore San Isidoro con la celebrazione la mattina della solenne messa cantata; i festeggiamenti continuano nel pomeriggio con la tradizionale processione del busto argenteo del Santo posizionato su un carro trainato da due buoi calandrati.
Farnese in fiore
La rassegna ha luogo a metà maggio e prevede per 3 giorni un ricco programma a base di mostre, mercatini, gare di cucina.



